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Servire ma non in silenzio: un gay a capo dell’esercito Usa

By maggio 19, 2016 No Comments

military gay benefitsDi Delia Vaccarello – Solo cinque anni fa è stata abolita la norma “non chiedere non dire”, quella per la quale nell’esercito americano l’omosessualità andava taciuta e le persone omosessuali erano costrette a “servire in silenzio” . E oggi Obama compie un altro importante passo in direzione dei diritti civili. Nomina il primo capo dell’esercito dichiaratamente gay. Eric Fanning 47 anni, una carriera prestigiosa alle spalle.

Il tabù dell’appartenenza delle persone omosessuali all’esercito è duro a morire, ne è testimonianza anche in casa nostra l’interessante raccolta di storie pubblicata anni fa da Giulio Russo dal titolo appunto “Non chiedere non dire. Vite di gay in divisa” (Ombre corte”). Uno dei pregiudizi è il seguente: come farebbe uno che “non è maschio” a difendere la patria, come potrebbe essere il nostro difensore “se fa cilecca” ? Lo stesso interrogativo, spostato più sul piano morale, vale per le donne lesbiche sospettate di sregolatezza e inaffidabilità: se derogano ai doveri fondamentali delle donne (visti in relazione al maschio) come possono essere “fedeli” alla patria? Chiaro che secoli di pregiudizi hanno riversato sull’orientamento omosessuale una valanga di fantasmi inquietanti, a vantaggio della credibilità attribuita a chi fa parte della maggioranza rispettando il presunto “ordine naturale”. Smantellate sul piano conoscitivo queste fantasticherie condivise da buona parte dell’opinione comune, assistiamo all’avanzata del riconoscimento dei diritti.
Ad aprire la strada da lontano sono state storie come quella di Grethe Cammermeyer, l’autrice del libro “Serving in silence” dal quale è stato tratto il noto film con Glenn Close prodotto da Barbra Streisand “Costretta al silenzio”

95685Il caso Cammermeyer scoppiò nel 1989, in quanto ufficiale dell’esercito le fu chiesto se era omosessuale e rispose: “sono lesbica”. Venne aperta una inchiesta e Grethe subì un provvedimento di radiazione. Nel giugno del 1992 un tribunale militare la sollevò dal servizio, ma Cammermeyer non si diede per vinta e fece ricorso al tribunale civile. Nel giugno 1994 la vittoria: la Corte federale di Seattle sentenziò che impedire alle lesbiche e ai gay di prestare servizio nell’esercito è anti-costituzionale. La sentenza dispose la riassunzione di Cammermeyer. Oggi Grethe è sposata con la compagna Diane, rapporto nato proprio negli anni della “cacciata” dall’esercito. E non manca occasione di sfilare nei pride con la divisa per testimoniare la forza della battaglia per i diritti civili (tutto su di lei nel suo sito)
Da Cammermeyer a Fanning il passo è notevole.

Eric Fanning oltre a essere un ex giornalista, è stato vice segretario dell’Air Force, vice sottosegretario della Marina, mentre all’Esercito ha curato la gestione del personale. Da 25 anni si occupa dei problemi della Difesa. “Sono onorato della conferma e felice di tornare a guidare il team dell’esercito”, ha detto con orgoglio.
Fanning non è un militare e affiancherà il generale Mark Milley, capo militare dell’esercito in un momento in cui gli effettivi dovrebbero ridursi entro il 2018 a 450mila. Fanning era stato nominato già a settembre scorso, ma la pratica era rimasta in stand by per una questione legata a Guantanamo che aveva visto opporsi alla decisione di Obama un senatore del Kansas. Ancora, Obama ha nominato un inviato per la protezione dei diritti gay nel mondo, Randy Berry. Esultano le associazioni per i diritti di gay e lesbiche, il presidente di Human Rights Campaign, Chad Griffin ha dichiarato : “E’ un momento storico, la dimostrazione che si sta continuando a fare progressi sul cammino dell’eguaglianza e della giustizia nelle nostre forze armate”.

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Fonte: ANDDOS

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